venerdì 4 ottobre 2013

Dollaro USA: non è più il bene rifugio di una volta

Analisi di . E poi perchè il Dollaro USA è così debole e l’Euro è così forte?

La correlazione tra asset diversi è elemento fondamentale per poter diversificare i portafogli e per meglio comprendere le dinamiche dei . Ma, si sa, negli ultimi mesi, tutto ma proprio tutto è stato messo in discussione. E una delle correlazioni che funzionavano meglio, ovvero quella tra borsa e dollaro, è andata a farsi benedire.
Ma andiamo con ordine.
Era ormai luogo comune dire che quando il clima dei mercati volgeva verso il cattivo tempo (risk off) si assisteva ad una discesa dell’azionario e i flussi finanziari finivano a favore del per antonomasi atra le valute, il Dollaro USA.
Ma ultimamente l’USD non è più “safe haven”, nel senso che non è più così matematicametne certa la sua rivalutazione quando i mercati correggono. E questo grafico lo testimonia pienamente.

Chart of the day: correlazione inversa USD/SPX

Per certi versi non è che si tratti di vera e propria rivoluzione quanto sta accadendo. Nella storia (seppure breve) dell’Euro addirittura abbiamo assistito a correlazione diretta tra Euro e Borse. Proprio come oggi. A portare queste nuove coordinate sono state sicuramente le incertezze sugli USA e l’andamento della curva dei tassi. Malgrado tutto questo, il nostro modello porta ancora ad una vistosa sottovalutazione dell’USD nei confronti dell’Euro. Forse la cosa, alla fine della fiera, fa MOLTO comodo all’export di qualcuno.

Come mai l’Euro è così forte?

In molti stanno però cercando di capire anche altre motivazioni che giustificano la forza dell’Euro. Colpa della BCE e della sua politica monetaria espansiva? Colpa della “rivoluzionaria” forward guidance di Mario Draghi? Oppure ci si aspettava subito un nuovo LTRO da parte della BCE? O ancora Euro forte grazie ad un miglioramento deifondamentali Europei? Ed infine, Euro più forte grazie al buon esito delle elezioni tedesche e al rattoppamento della crisi politica italiana?
Come vedete, le ipotesi non mancano e tutte sono più o meno giustificabili. Personalmente ritengo fondamentalmente molto importante invece analizzare le cose “fronte” FED, visto che alla fine tutto è legato al comportamente della banca centrale USA.
Mantenendo inalterato (al momento) il quantitative easing con politica monetaria ZIRP per tempo indefinito, hanno contribuito in modo consistente ad una nuova debolezza del Dollaro USA. Inoltre, visti i chiari di luna su shutdown e debt cealing, c’è il forte rischio che la FED non solo confermi quanto già detto nell’ultimo FOMC, ma addirittura metta a disposizione “tutta la liquidità necessaria” sostenendo quindi una politica di Dollaro USA debole per sostenere le esportazioni. Ed ecco che avete scoperto a chi mi riferivo prima…
Il problema ovviamente per noi, ITALIA, non è indifferente. In Germania le cose vanno molto meglio che da noi, arrittura con inflazione in aumento dovuta ad una buona crescita economica. Noi invece siamo mesi sempre peggio, ed un cambio su questi livelli diventa difficile da sopportare. E come sempre, chi ci rimette, più di tutti, è l’Italia.
Lo ribadisco da mesi, o si rinegoziano le condizioni di questa UE, oppure è finita.
Fonte : intermarketandmore scritto da Danilo DT