martedì 24 dicembre 2013

UNIONE BANCARIA …IL SOGNO EUROPEO CONTINUA!


Non serve poi molto per essere alquanto scettici sul risultato uscito dalle urne dell’unione europea, non serve poi molto per non credere nel risultato finale dell’, l’ennesima dimostrazione se mai ce ne fosse stato bisogno che la nemesi continua, deve continuare e continuerà sino alla fine ascoltanto Gollum Van Rompuy…
“L’Unione bancaria è il più grande passo in avanti dalla creazione dell’euro”.
… avere il potere di governare il tempo essere il signore dell’universo, fredda la mano,le ossa, il cuore … cosi diceva il vero Gollum nel Signore degli Anelli!
Semplicemente da brividi, dopo l’Hollywood europea e l’importanza fondamentale del roaming, scopriamo che l’unione bancaria è nientepopodimeno che il sogno europeo che continua!
Per carità di patria sorvoliamo sul bicchiere mezzo pieno di Letta e Saccomanni, ma ascoltare Francois Hollande che dice che l’Europa ha fatto più passi avanti in questi ultimi 18 mesi che negli ultimi dieci anni, ti viene il latte ai ginocchi , si quello delle quote latte.
I leader Ue riuniti a Bruxelles non si sono occupati soltanto di Unione bancaria. Van Rompuy ha tra l’altro annunciato che l’Unione si è data più tempo, fino al Consiglio europeo dell’ottobre 2014, per decidere in merito a quelli che nelle conclusioni del vertice vengono definiti “partenariati per la crescita, l’occupazione e la competitività”, ovvero la creazione di incentivi finanziari per quei Paesi che si impegneranno volontariamente a realizzare le riforme strutturali necessarie. ( LaRepubblica)
Ma certo abbiamo tutto il tempo che serve…ad Angelina!
Su questo tema Berlino conferma la linea dura. “Se non vengono offerte riforme vincolate per contratto, non ho denaro da offrire. Dobbiamo mettere un carattere costrittivo nella governance, perché i Paesi si sentano legati” agli impegni assunti, dice anche oggi Angela Merkel ribadendo la volontà di arrivare agli “accordi contrattuali” che obbligano gli Stati alle riforme “necessarie per mantenere la competitività” in cambio di incentivi economici.
Ma lasciamo perdere gli starnazzi tedeschi e andiamo a vedere da vicino il nuovo sogno europeo, i dettagli li lascio alla vostra attenzione Unione bancariacosa è e come funzionaio preferisco osservare gli scheletri nell’armadio!
Probabilmente a qualcuno nei giorni scorsi è sfuggito questo… Prelievo forzoso Ue: banche scaricano debito su investitori  o magari le testuali parole di Saccomanni…
Il punto centrale della tesi di Saccomanni, nella lettera, orbita sul principio dell’adeguatezza delle risorse per gestire la risoluzione delle crisi bancarie: il meccanismo per essere «credibile» deve poter contare su una potenza di fuoco credibile, quindi capace di tranquillizzare i mercati sulla capacità di risolvere qualsiasi situazione. Il fondo arriverà a pieno regime a una capacità di intervento pari a 55 miliardi in 10 anni, alimentato dalle banche e dai fondi di risoluzione nazionali: poca cosa rispetto alle crisi potenziali bancarie. A tal fine, l’Italia prima dell’Eurogruppo è apparsa favorevole a sostenere questo fondo di risoluzione nel corso del decennio della sua costituzione e anche dopo con la presenza di una rete di sicurezza, un “backstop”, in grado di intervenire «senza condizionalità».
Figurarsi dopo che noi italiani abbiamo regalato ben 50 miliardi di euro alle banche spagnole, greche e irlandesi, in maniera che potessero restituirli alle voragine con le banche intorno tedesche e francesi, ora siamo favorevoli a sostenere nel prossimo decennio e anche oltre gli oneri dell’unione bancari, favoloso direi!
… Saccomanni è convinto che per avere successo il Meccanismo di risoluzione delle crisi bancarie deve essere in grado di neutralizzare il “tail risk” (il rischio raro e straordinario) e ridurre il rischio di contagio. Anche sul trasferimento di sovranità che questo meccanismo richiede, l’Italia è sembrata dare il disco verde.
Lo so, lo so è estremamente difficile comprendere cosa sta accadendo sulla Vostra pelle, meccanismi soffisticati ed esoterici ma andiamo per ordine.
Chissò perchè i sempre informati giornalisti tedeschi mentre i nostri dormono ci raccontano che …Not Fit for the Next Crisis: Europe’s Brittle Banking Union
No non siamo affatto pronti per la nuova crisi europea, il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble ha negoziato un accordo che si adatta perfettamente ai gusti del suo paese. Sembra una vittoria, ma potrebbe rivelarsi molto costoso se l’Europa o la Germania prima o poi si troveranno di nuovo di fronte ad un’altra crisi finanziaria.
Certo non sarà più l’Unione Europea a decidere come e quando liquidare una banca in questo hanno vinto ancora una volta i tedeschi un sistema complicato…
a) Se una banca rischia il fallimento, un comitato composto dalla vigilanza bancaria nazionale e i rappresentanti dell’UE decideranno la sua liquidazione. Ma la Commissione europea ha il potere di porre il veto sulla decisione. Se ciò accade, allora saranno i ministri delle finanze nazionali ad avere l’ultima parola. Sembrare complicato? Secondo Il Financial Times un’eventuale decisione potrebbe comportare la consultazione di nove comitati sino ad attendere il parere di 143 membri.  a 143 voti espressi.”
Snellissima direi la nuova unione bancaria e soprattutto senza i fondi necessari, l’acqua necessaria a spegnere nuovi incendi, per salvare una banchetta irlandese è servita metà della somma che questi riuscirebbero a mettere insieme in dieci anni!
Tutto a regime quindi nel 2025… vorrei incontrarti tra dieci anni, tu pensa al mondo, all”Europa fra dieci anni ritrovero’ i tuoi buchi neri tra milioni di buchi neri … saran belli piu’ di ieri(… non me ne voglia Ron )
Un accordo che manca dei sufficienti finanziamenti non può essere credibile agli occhi dei mercati, ha detto il Vice Presidente Vitor Constancio della BCE.
Chi è che avrà intenzione di intervenire per coprire i costi di una nuova crisi bancaria se questa andrà sicuramente oltre la disponibilità di ogni singolo governo europeo?
L’articolo si conclude con una domanda…cosa potrebbe essere ancora più costoso di una nuova crisi bancaria senza unione?  La risposta è semplice: Una crisi preceduta da un ‘unione bancaria mal costruita che promette sicurezza illusoria, ma mi raccomando non ditelo a Letta, si sta bevendo il bicchiere mezzo pieno.
Certo un risultato storico comparabile all’unione monetaria ma ottenuto in molto meno tempo, uno sviluppo rivoluzionario ha detto il ministro Saccomanni …sventato il rischio di una nuova Lehman Brothers, non sai se ci credono veramente o se recitano sino alla fine.
La Germania ha vinto nessun paracadute comune dopo aver avuto tutte le coperture possibili per le loro banche anche grazie ai nostri 50 miliardi gettati nella fornace del ESM, e nessun potere alla BCE
Quanti miliardi di euro nel frattempo serviranno per ricapitalizzare le 130 banche europee sottoposte alla cura esilarante degli stress test, quanti miliardi ci metteranno i fessi che verranno spazzati via per prima insieme al loro capitale di rischio?
Non è fantastico…pensateci su, ti chiedo di sottoscrivere un aumento di capitale aumentare il numero delle azioni in tuo possesso e poi se va male puffete anno zero!
Non ultimo tra le mille domande senza risposte di un meccanismo complicatissimo, quale fiducia ancora in un sistema che non riesce a proteggere neanche i risparmi, un sistema che mette in discussione anche i capitali superiori ai 100.000 euro, altro che Mary Poppins, qui se qualcosa va male non fallirà solo una banca o uno stato ma esploderà l’intero sistema finanziario, lo schema ponzi su cui si basa la finanza.
Che dire poi della fesseria istituzionale di mettere sullo stesso piano un titolo di Stato o un derivato, un prodotto strutturato sintetico.
Come i lettori di Icebergfinanza ben sanno le banche più a rischio sono quelle tedesche, austriache e francesi, ma cosi facendo qualcuno sarà portato a credere per l’ennesima volta che con il Bund, queste voragini siano sicure e che tutto ciò che non è bund è pericolo, un capolavoro per seminare panico e preparare la crisi che verrà.
Mi raccomando precipitatevi ancora una volta a gettare il bambino insieme al pannolone sporco del debito, disfatevi dei Vostri titoli di Stato, tanto faremo la fine della Grecia vi diranno o quella di Cipro dal quale hanno copiato per filo e per segno il modello più demenziale della storia della finanza mondiale.
A proposito tecnicamente per i nostri titoli di Stato l’aria sta cambiando ma questa è un’altra storia appuntamento al prossimo anno con il matrimonio di Machiavelli!
Quanti titoli di Stato ha in pancia la tua banca malata ma soprattutto quale fantasia contabile utilizzeranno le banche fallite per cancellare il rischio Paese dai loro bilanci magari liquidando qua e la qualche titolo subbbbbbordinatamente rifilato!
Chi ha orecchie per intendere intenda… Prelievo forzoso Ue: banche scaricano debito su investitori 
Mentre quattro speculatori politici da strapazzo si danno da fare per incassare le tangenti dalle lobbies nostrane, prima o poi, l’accordo raggiunto dovrà essere ratificato dai vostri cari parlamentar,i si quelli che hanno sottoscritto il Fiscal Compact mentre giocavano al solitario con l’ipad o iphone, si quelli che hanno inserito nella Costituzione il pareggio in bilancio e che ancora oggi continuano a rubare lo stipendio allo Stato e contemporaneamente arrotondano con qualche centinaia di migliaia di euro le esigenze della plutocrazia europea!
Buon Natale davvero non pensateci, il 2014 è un’altro anno e si vedrà, che sarà, che sarà, che sarà, che sarò di questa Europa chi lo saaaaaa….

Tratto da : icebergfinanza