giovedì 27 febbraio 2014

RENZI: NON CI FAREMO DETTARE LA LINEA DALL’EUROPA!

Ieri su Repubblica in prima pagina, alla prima riga, i mentori di Renzi pubblicano …

Renzi: “Italia non si farà dettare linea da Ue” 

Va premesso che Renzi non ha detto nulla di simile, figurarsi se dopo le ultime fesserie sui Bot e sul cuneo fiscale si fidava a dire qualcosa che non potrebbe mai mantenere, visto che Padoan sa bene cosa fare!
«Il semestre europeo non deve essere solo un’occasione per fare nomine. A volte si considera l’Europa come la madre dei nostri problemi. Per me e per il mio partito non è così. Nella tradizione europeista sta la parte migliore della nostra società» 
Si lo sappiamo che per il tuo partito il problema è solo l’Italia, peccato che il tuo partito ha dominato per molti anni la scena politica italiana contribuendo in maniera determinante allo sfascio economico/finanziario ma soprattutto politico/antropologico, peccato che…

ANGELA MERKEL: AUSTERITA’…IL VENTO DELLEST 

«L’Europa oggi non dà speranza – dice ancora il premier – perché abbiamo lasciato che il dibattito sull’Europa fosse solo virgole e percentuali. Noi vogliamo un’Europa dove l’Italia non va a prendere la linea per sapere che cosa fare, ma dà un contributo fondamentale, perchè senza l’Italia non c’è l’Europa».
Ribadisco che tutte le chiacchere e le illusioni che i politici oggi vi propinano devono essere accompagnati dalla realtà, ovvero da dove prendere i soldi per tenere fede alle promesse.
ROMA, 3 dicembre (Reuters) – Il vincolo Ue a mantenere il deficit/Pil sotto il 3% risale a un mondo che non c’è più e va ridiscusso per consentire investimenti produttivi, secondo il candidato alla segreteria del Pd Matteo Renzi. 
Assolutamente sì”, ha risposto Renzi a chi chiedeva se ridiscuterebbe il vincolo del 3%. 
“E’ un vincolo che risale a Maastricht, a quando l’economia europea cresceva, era un altro mondo. Noi dobbiamo tagliare i costi della politica, dei sindacati ma se non posso fare una scuola perché c’è il 3%… col piffero che continuo a seguire l’Europa, se è in mano ai burocrati”, ha detto Renzi intervenendo alla registrazione del programma di RaiUno Porta a Porta che andrà in onda questa sera.
L’Europa è in mano a burocrati, tecnocrati, plutocrati, in mano alla Troika, quindi col piffero cosa …..
 Come abbiamo visto a sei premi Nobel non piace QUESTO euro I sei premi nobel contro l’euro / Paul Krugman: «Italia ridotta a Paese 
«Quando si separano dei gemelli siamesi, uno muore; così per salvare il sogno europeo bisogna sacrificare l’euro e tornare alle monete nazionali». Questa è la tesi provocatoria del libro uscito a ottobre in Francia di François Heisbourg, dal titolo “La fine del sogno europeo”, presentato alla società del Giardino di Milano alla presenza dell’economista Paolo Savona, il professore Giuliano Urbani e l’imprenditore Ernesto Preatoni. 
Un attacco alla moneta unica che viene dall’interno delle elites francesi, non da un euroscettico ma da un fervente sostenitore del federalismo europeo, nonché presidente del prestigioso think tank, International Institute for Stretegic Studies (IISS), che vuole far ripartire la costruzione del progetto europeo dalle fondamenta di un’unione politica e fiscale per poi passare a quella economica e monetaria e non viceversa. La tesi di Heisbourg: l’austerità è un errore, l’Europa si salvi abbandonando l’euro
Vedete lui non dice la Francia o l’Italia si salvino abbandonando l’euro, ma tutta l’Europa lasci perdere QUESTA UNIONE MONETARIA, questo fallimento vivente, ma lo so tu non puoi capire, continua a sognare, in fondo dopo sei anni, la colpa è tutta del debito pubblico o della corruzione, come se in Italia non ci fosse mai stata dalla notte dei tempi.
La mia soluzione è che la Germania se ne vada dall’euro, che prosegua la sua esperienza dimostrando da sola tutta la sua competitività con un marco fortissimo! Impossibile?
Bene preparatevi ad osservare le conclusioni.
Vedete il problema è che in un paese di fessi è difficile far comprendere che la questione non è solo politica ma soprattutto tecnica, ora che i danni della finanza e della politica sono palesi.
Ci sarà sempre qualche imbecille che prenderà la Grecia come esempio del successo dell’euro o qualche altro gemello siamese che dirà che l’austerità sta portando i suoi frutti.
 «Quanto all’Italia ha ancora un’industria, un avanzo commerciale e una svalutazione monetaria vi favorirebbe. Inoltre vi permetterebbe di monetizzare il debito. In Francia, invece, non avremmo molti vantaggi, mentre la Germania avrebbe un rivalutazione della moneta che con l’euro e stata frenata. In conclusione l’esperimento dell’euro è fallito».
 In Francia, invece, non avremmo molti vantaggi, ma questo noi lo sappiamo, Machiavelli lo sa perfettamente, non solo non avrà molti vantaggi ma … ma questa è un altra storia, la verità è figlia del tempo!
Ah dimenticavo In America va tutto bene, i dati escono che sono una meraviglia….la prossima settimana Machiavelli un uomo tutto d’oro!

Tratto da : icebergfinanza