venerdì 16 maggio 2014

Tre politici, uno stivale


Un lucido e pacato 'punto' sull'attuale situazione politica italiana


Della politica di oggi, io penso questo. Renzi è una persona profondamente ambiziosa, e tutto ruota attorno a questo aspetto personale del suo carattere. Quando era Sindaco di Firenze, si metteva sotto i riflettori ogni santo giorno. Ogni volta che lo vedevo mi chiedevo una cosa molto semplice: ma questo quando lavora? No, perché, passi per il parlamentare, che può pure ridursi a premere qualche bottone in aula, salvo non voglia far carriera in televisione, per un Sindaco è diverso. Tra scioperi, scuole e traffico intasato, i primi cittadini hanno rogne quotidianamente. Per questo mi chiedevo come riuscisse a fare il Sindaco. Quando lo vedevo alle prime armi, ne apprezzavo solo una cosa: la determinazione che aveva nello scalare la vetta. Non mi piaceva ilgiovanilismo, cioè non mi piaceva la rottamazione dei vecchi solo perché vecchi. Non mi piaceva il twitterismo, cioè non mi piaceva che avvisasse la popolazione tutte le volte che andava in bagno. E non m’è piaciuta lacena ad Arcore a villa Certosa, perché l’unica cosa che aveva sempre tenuto unito il suo partito era l’odio perBerlusconi. Ma era determinato, si vedeva, e ci voleva poco per capire che per anagrafe, carattere e caratteristiche, sarebbe stato il protagonista della politica italiana. Si può già trarre una morale dall’esperienza renziana: per andare avanti nella vita la determinazione è tutto, altro che passare gli anni a prepararsi.
L’altro giorno ho sentito che Formigli chiedeva ai suoi ospiti di La7 se Berlusconi fosse finito o meno. Secondo me non è finito, perché se parlasse ogni giorno, recupererebbe. Miracolo? Gli italiani sono stupidi? Gli italiani sono corrotti? Non credo. Berlusconi può pure dire cose ovvie e può pure non far niente di quel che promette, ma agli occhi dei più resta una persona che si è fatta da sola, nonostante le condanne e i servizi sociali. Per metà degli italiani, quando ha barato, l’ha fatto perché i meccanismi funzionano soltanto con l’aggiunta dell’olio, con un bel chissenefrega all inclusive ..se dai lavoro a tanta gente. Per l’altra metà, contrastarlo perché ladro o addirittura mafioso è solo una ragione di facciata: la ragione di fondo dell’odio nei suoi riguardi è che Berlusconi è una persona politicamente scorretta. Da un lato, gli piacciono le donne e dall’altro non gli piacciono i comunisti perché da giovane imprenditore se li ricorda infondere odio negli operai contro i padroni, mentre provava a costruire rapporti umani con i suoi dipendenti. Quale credibilità possono avere i puritani che oggi lo attaccano su Ruby e che ieri propugnavano il sesso libero nelle università del sessantotto? Chi può sconfiggere Berlusconi, non sono costoro, né un avversario politico o giudiziario: è solo il tempo, che lo ostacola a suon di diminuzione delle energie fisiche. Mentre l’anno scorso si era profondamente scocciato, ma non avvertiva ancora il peso dell’età, adesso inizia ad avvertirlo, nonostante la sua proverbiale vitalità ed il suo inguaribile ottimismo. Questo altalenarsi di forza e di stanchezza si riflette nella sua politica: quando è stanco,appoggia Renzi, mentre quando si sente in vigore, gonfia il petto tornando il solito Berlusconi, che si sente soltanto imprenditore e che canalizza la protesta contro i politici di professione con una strategia comunicativa diversa da quella di Grillo, non fondata sulla rabbia, ma sulla credibilità che gli garantisce una storia personale costellata di successi.
La politica dell’alternanza è confermata dai dubbi personali che ultimamente lo assalgono: da un lato sa cheMarina sarebbe la sua migliore erede politica, l’unica che gli garantirebbe di mandare a quel paese Renzi; dall’altro se ne oppone alla discesa in campo, sentendo il dovere di difendere i suoi figli e di garantire loro il miglior futuro con lo sforzo minore, proteggendoli dagli attacchi attraverso l’alleanza con l’ex sindaco di Firenze e salvandoli dal fetore della politica. La stessa alternanza si riflette anche sull’Europa, che agli occhi dell’opinione pubblica sta finalmente diventando la vera imputata: quando gli servono voti, Berlusconi fa il Berlusconi, cioè ritorna sé stesso, e fa quello che deve, cioè moneta unica e compagnia cantante, considerandoli la causa principale dell’impoverimento; quando teme attacchi finanziari per le sue aziende, tira i remi in barca premendo il tasto con la stampigliatura di Matteo.
In questo quadretto, l’unica opposizione concreta è rappresentata da Beppe Grillo, perché le altre opposizioni che si creeranno, cioè quelle dell’estrema destra e dell’estrema sinistra, sono troppo spaccate e troppo diverse, per contrastare davvero qualcosa: per intenderci, anche se Crosetto e Bertinotti dicono le stesse cose e dicono entrambi cose giuste, non sarebbe neppure ipotizzabile che governassero insieme. Come Berlusconi, ed a differenza di RenziGrillo non è assetato di potere. Il comico genovese è mosso soltanto da chili e chili dirancore personale contro la politica, perché fu proprio la politica a mandarlo a casa, cacciandolo dalla televisione per aver detto la verità, cioè che i socialisti rubavano. Da qui, la spiegazione della sua politica, che è la politica della vendetta contro la casta e che si basa sul tutti a casa.
Grillo ha già avuto l’occasione per tradire il suo elettorato, quando avrebbe potuto diventare la Lega dellasinistra alleandosi col PD di Bersani. In quel modo sarebbe diventato organico al sistema, cioè si sarebbe sistemato per tutta la vita. Oggi gli dobbiamo riconoscere che non l’ha fatto, preferendo correre il rischio che sta correndo adesso, che è quello di diventare troppo grande, di creare troppe aspettative e di deluderle tutte, scoppiando come una bolla di sapone. Ciononostante, resta l’unica opposizione concreta ad una Europa arida ed insensibile, che incontra come migliore alleato l’ambizione personale di Matteo Renzi.

By Giuseppe Pastore per ilquorum