mercoledì 19 marzo 2014

COTTARELLI MANI DI FORBICE: TAGLIO PER 85000 DIPENDENTI PUBBLICI


Edward non è cattivo, è solo sbagliato. (Peg) Tratto dal film “Edward mani di forbice”
I lettori di Icebergfinanza sanno quanto amo la storia ma soprattutto sanno quanto la storia ama fare la rima.Come sempre se non avete tempo o vi costa fatica fare due passi nella storia, passate direttamente alle pagine di gossip finali.
Sedetevi comodi ed immaginatevi di essere nell’Italia del 1630, raccontata dal Manzoni, nel suoi ” Promessi sposi”…
Una terribile epidemia si scatenò nel Nord Italia tra il 1630 e il 1631, decimando la popolazione e infuriando con particolare virulenza nella città di Milano, allora tra le più popolose della regione: è descritta nelle pagine finali del romanzo, in particolare nei capp. XXXI-XXXII interamente occupati da una digressione storica che ricostruisce la diffusione del morbo e le sue drammatiche conseguenze (la descrizione del romanziere è rimasta giustamente celebre ed è ricordata tuttora come uno dei momenti più alti della sua opera letteraria). L’epidemia si propagò facilmente anche grazie allo stato di estrema povertà e privazione in cui il popolo si trovava dopo due anni di terribile carestia, e in seguito a movimenti di truppe e saccheggi avvenuti nell’ambito della guerra per la successione di Mantova, che vedeva la Spagna opposta alla Francia.La peste del 1630 – I Promessi Sposi
Quello che forse in molti dimenticano, senza per questo voler accusare totalmente altri delle nostre responsabilità è che … Il contagio fu portato in Lombardia dalla discesa delle truppe tedesche al comando di Albrecht von Wallenstein, che penetrarono dalla Valtellina dirette a Mantova per porre l’assedio alla città e nelle cui fila covava da tempo la peste in forma endemica (il passaggio dei lanzichenecchi, descritto nei capp. XXVIIIXXIX e XXXdel romanzo, avvenne nell’autunno del 1629 e si lasciò dietro una scia di terribili saccheggi e devastazioni).
Ora come molti di Voi ben sanno…  «Nella chiesa di sant’Antonio, un giorno di non so quale solennità, un vecchio più che ottuagenario, dopo aver pregato alquanto inginocchioni, volle mettersi a sedere; e prima, con la cappa, spolverò la panca. “Quel vecchio unge le panche!” gridarono a una voce alcune donne che vider l’atto. La gente che si trovava in chiesa (in chiesa!), fu addosso al vecchio; lo prendon per i capelli, bianchi com’erano; lo carican di pugni e di calci; parte lo tirano, parte lo spingon fuori; se non lo finirono, fu per istrascinarlo, così semivivo, alla prigione, ai giudici, alle torture. “Io lo vidi mentre lo strascinavan così”, dice il Ripamonti: “e non ne seppi piu altro: credo bene che non abbia potuto sopravvivere più di qualche momento».(…) 
Ma il pregiudizio è cieco. Siccome non fu ritenuto possibile che tante persone fossero state unte contemporaneamente con l’unguento giallo di cui si favoleggiava, ci fu qualcuno che insinuò che gli untori avessero sparso per tutte le strade dove era passata la processione una polvere venefica che bastava calpestare per cadere ammalati. Ma chi era questo orribile nemico dei milanesi? Qualche straniero perverso, qualche nemico della patria? Di stranieri se ne vedevano pochi in città. Allora si disse che erano i milanesi stessi, quelli abitati dall’odio e da un disegno delittuoso, a volere spargere la peste. E chi erano costoro se non i nemici della religione, i mandanti del diavolo stesso? E via la caccia alle streghe, con la conseguente strage dei sospetti.
Ebbene ieri all’improvviso in mezzo all’infuriare della peste, si poco prima delle elezioni europee, fate presto, se no i voti scappano…
La parte “più dolorosa” delle sforbiciate potrebbe riguardare i dipendenti pubblici. Cottarelli ne individua 85mila in esubero, raccomandando il blocco del turn over – delle assunzioni – per i prossimi anni
Si lui non è cattivo è solo sbagliato, al Fondo monetario internazionale insegnano solo a tranciare, tagliare, liberalizzare, privatizzare e mi fermo qui.
All’improvviso su twitter uno dei figli di questo sistema fallito, si quelli che si riempiono la bocca di liberismo o neoliberismo ha incominciato ad urlare…
“…ci sono troppi statali punto. Per mantenerli si soffoca economia punto. Licenziamoli.”
” …crescita non si fa con . Ridicoli”
” …Piace prendere soldi gratis vero ? Ma sono finiti, pubblico da ridurre di 1/2″
E via dicendo con un delirio crescente.
Ad un certo punto …” I nostri ragazzi emigrano nelle conomie liberiste, lì lavorano e creano benessere. Liberismo ha vinto.”
A questo punto ho tirato fuori il fioretto e la stoccata è stata facile, senza risposta.
“…senza i soldini dello Stato in America il liberismo avrebbe fatto PUFF!”
Un numero impressionante di ragazzi e ragazze in questi anni sono stati violentati nelle università dalla leggenda metropolitana del liberismo, l’unico in grado di debellare la peste, il pubblico.
Ora non venitemi a raccontare del milione di forestali della Calabria e della Sicilia o di alcuni parassiti che circolano negli uffici pubblici di questo Paese, lo sappiamo tutti, come sappiamo che i parassati ci sono ovunque.
Ripeto per l’ennesima volta che senza l’intervento STATALE o meglio ancora PUBBLICO, senza che America ed Europa avessero tirato fuori TRILIONI di dollari ed euro, il libero mercato, si sarebbe squagliato definitivamente come neve al sole, fallito, PUFF!
Chiaro il concetto. Detto questo il finale per gli amanti della realtà è stato spettacolare.
Il nostro eroe non contento delle sue esternazioni ha suggerito “…  le opinioni sono come le palle ognuno ha le sue. Ma dati economici dicono troppo pubblico in Italia.”
Con il sottoscritto è caduto malissimo etvoilà ho tirato fuori il coniglio bianco dal cappello…
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La percentuale dei dipendenti pubblici in rapporto alla forza lavoro complessiva su dati ILOInternational Labour Organization,  no radio scarpa o la voce del pirla, no ILO, dati del 2008, prima che scoppiasse la peste!
E tenete conto che nel frattempo, durante la crisi in molti si sono dati da fare per assumere nel pubblico, per sopperire l’estinzione del libero mercato e quindi oggi dopo sei anni in Italia il rapporto tra dipendenti pubblici e forza lavoro è sceso.
Se non vi piace l’ILO leggetevi “Government at a Glance 2013 ” dell’OCSE nel quale risulta che il numero di dipendenti del settore pubblico sul totale della forza lavoro è un misero (13,7%) mentre detiene il primato dello sperpero di denaro pubblico a favore di alti dirigenti con 650 mila dollari rispetto ai 250 mila dollari della media Ocse.
Di cosa volete parlare oggi dei polli di trilussa?
Il problema non è il numero dei dipendenti pubblici ma la loro produttività senza usare medie da polli di trilussa, il problema non è la spesa pubblica, ma la sua redistribuzione in nome dell’efficienza.
Anche un bambino può capire che se dopo aver deliberatamente distrutto la domanda interna, deflazionando salari soprattutto privati uccidi anche l’occupazione pubblica, il debito ti esplode in faccia, perchè i consumi e la crescita puoi solo sognarli.
L’economia non è una materia difficile a meno che uno non cerchi di impararla da un economista (Monty Pelerin)
A scanso di equivoci io non sono un economista! :D
“Raccontiamo l’Europa che immaginiamo o vince Grillo” ha detto Renzi ieri.
L’avete immaginata per troppo tempo, per troppo tempo avete difeso l’indifendibile, il tempo è scaduto

Tratto da : icebergfinanza