martedì 25 marzo 2014

Una passeggiata sempre più sul ciglio

cratere
La percezione del rischio sui mercati finanziari continua ad essere molto limitata. Nemmeno il rischio di una guerra in Ucraina ha scalfito l’umore degli operatori. La disputa Kiev-Mosca è stata rapidamente archiviata come “crisi regionale” e quindi considerata non “sistemica”.
La paura per i mercati è durata solo per un paio di sedute e poi si è tornati a salire.
Questo discorso è ovviamente valido per il mercato azionario ma anche per il mercato obbligazionario. Infatti il famoso “spread” tra il Bund tedesco e il BTP italiano continua ad essere straordinariamente compresso (sempre sotto i 200 punti base) ed i tassi a livelli di minimi importanti.
Questa cosa l’abbiamo notata non solo noi, ma anche gli stessi emittenti.
Infatti, non è assolutamente un caso che in questi tre mesi gli emittenti governativi dell’Eurozona abbiano già raccolto tramite nuove emissioni, circa il 30% delle emissioni programmate per l’intero 2014.
Una percentuale che è notevolmente elevata, addirittura superiore a quella vista quando si godeva dell’LTRO deciso da Mario Draghi.
Il motivo? Più che ovvio: gli stati sanno che queste condizioni sono “anomale” ed è un’eccellente occasione per emettere a tassi molto interessanti (per gli emittenti) e magari anche a scadenze più lunghe. Eccovi l’esempio recentissimo che ha come protagonista la nostra Italia:
Al via il prossimo 14 aprile una nuova emissione del Btp Italia (la sesta) e il Tesoro ha deciso di fissare in sei anni la durata del prossimo Btp legato all’inflazione domestica, a differenza dei precedenti Buoni che duravano quattro anni. (…)Il responsabile del debito pubblico del Tesoro, Maria Cannata, ha dichiarato che “l’operazione andrà bene perché le richieste continuano ad arrivare, ma forse la valanga delle ultime emissioni non c’è la aspettiamo”.(BOL)
Noi, nel nostro piccolo, siamo a circa il 27% di quanto previsto in emissione per tutto il 2014. E anche nel caso dell’Italia si allungano le scadenze e si diminuiscono i tassi. Pensate che il Portogallo, addirittura, ha già emesso il 50% di quanto programmato per il corrente anno.
Inutile ricordarvi che sul mercato regnano dei rischi che non vengono assolutamente scontati: AQR, stress test, aumenti di capitale, elezioni europee, crescita economica asfittica, curve dei tassi che in USA si iniziano a muovere.
E tutto quanto descritto è valido sia per gli stati come per le società. Infatti la storia insegne che è proprio in queste fasi dove i peggiori emittenti (junk bond) approfittano del momento per aumentare sopratutto la duration del debito, complice la bassa percezione di rischio.
Questo grafico è emblematico: i rendimenti dei junk bonds sono ai minimi. Gli emittenti ne sono ben coscienti e ne stanno approfittando.
Forse quindi, queste nuove emissioni rappresentano più rischi che opportunità.

Scritto da : DANILO  DT

Tratto da : pianoinclinato