venerdì 28 marzo 2014

I signori del Debito Pubblico Italiano

Se il Giappone ha praticamente la totalità del  in possesso ad investitori domestici, l’Italia migliora la sua situazione portando la percentuale di bondholder nazionali al 68%. Ma è una percentuale mantenibile?

Poter sapere chi possiere la maggioranza del nostro debito pubblico è importante in quanto ti dà la possibilità di capire quanto il debito sia “attacabile” da ondate speculative esterne.
L’esempio più lampante ci è dato dalGiappone. Come può un paese con un debito pubblico cosi mostruoso, in perenne recessione/deflazione (escludendo l’ultimo periodo di Abenomics), continuare ad avere dei bonds così “sotto controllo”?
La spiegazione ce la dà questo Grafico.
Non è certo recentissimo ma poco importa in quanto le percentuali non sono praticamente cambiate. I “foreigners” pesano solo per l’ 8.7%. Tutto il resto del debito è in mano giapponesi.
Capite quindi che, focalizzandoci sull’Italia, dà una maggiore tranquillità il vedere che oggi la percentuale di debito pubblico in possesso ad investitori italiani, è sensibilmente aumentata negli ultimi mesi, arrivando a circa il 68%.
Attenzione però, lo spettro dell’ incombe sul nostro futuro. Infatti è inequivocabile il fatto che l’LTRO ha considerevolmente incentivato ed aiutato questo processo.
Peccato che questa operazione di prestito scadrà a gennaio/febbraio 2015 e…che succederà allora? Se le banche restituiranno i soldi alla BCE, dovranno vendere i BTP? E se hanno in pancia BTP che scadono proprio in quel periodo, che succederà visto che i soldi per sottosscriverli non ci saranno? Inoltre, quanto peseranno gli stress test e l’AQR nei bilanci delle banche italiane nei prossimi mesi?
Insomma, il timore di uno scenario che possa cambiare sensibilmente tonalità è secondo me più che plausibile. Ora non si vedono pericoli e rischi. Ma tecnicamente di rischi ce ne sono eccome. E’ solo uan questione di tempo. Intanto godiamoci l’attimo.


Fonte : Danilo DT

Tratto da : intermarketandmore