venerdì 28 marzo 2014

TIC TAC FISCAL COMPACT TIC TAC FISCAL COMPACT!

Mentre in Italia sembra prepararsi il Vietnam parlamentare di Renzi e in Ucraina la dolce Tymoschenko ucciderebbe volentieri con un mitra Putin e bombarderebbe con l’atomica tutti i russi che vivono in Ucraina, andiamo ad occuparci per un attimo delle parole di un altro pifferaio magico italiano, il governatore della Banca d’Italia Visco il quale incomincia seriamente ad occuparsi di 
“Per rispettare gli obiettivi del Fiscal compact europeo non sono necessarie maxi-manovre di riduzione del debito pubblico, perchè basterebbe mantenere il bilancio in pareggio con una crescita vicina al 3%. La regola sul debito pubblico, ha sottolineato Visco, «richiede una riduzione media annua del suo rapporto rispetto al Pil pari a circa un ventesimo della parte che eccede il limite del 60%. Per rispettarla non è necessario ridurre il valore nominale del debito. In condizioni di crescita ‘normale’, vicina al 3% nominale, sarebbe infatti sufficiente mantenere il pareggio strutturale del bilancio”.
Visco, per taglio debito no a manovre da 40-50 miliardi… e ci mancherebbe dove li troviamo 40/50 miliardi se si stanno scannando per trovarne 10 per regalare 80 euro il biglietto per partecipare alle elezioni europee?
Ma certo è così semplice, perchè non ci abbiamo pensato prima, una crescita nominale del 3 % !!!!











Per PIL nominale si intende il PIL reale aumentato dell’inflazione.
Basta il grafico per capire quanto sia irrealistico oggi ottenere una crescita nominale del 3 % o serve anche l’inflazione, ci facciamo aiutare dall’inflazione, mentre va a passeggio con la deflazione ?
Con una crescita reale prevista dello 0,6% quest’anno e dell’1,1% il prossimo. Queste le stime del Fondo Monetario Internazionale contenute nella bozza del World Economic Outlook secondo quanto anticipato dall’agenzia stampa Ansa ma tanto non ne azzeccano una a morire, servirebbe un’inflazione rispettivamente del 2,4 e 1,9 per giungere a quel risultato, mentre ora stiamo per andare a far visita a nonna deflazione…  In Italia, precisa Eurostat, l’inflazione annuale a febbraio è stata dello 0,4%, in calo rispetto allo 0,6% di gennaio. Un anno prima, nel febbraio 2013, il tasso annuale era al 2,0%. Sempre per l’Italia, l’inflazione mensile è -0,3%.
Ma dai Andrea non farla tanto difficile, basta aumentare l’IVA al 30 % e vedrai che risolviamo tutto! A parte il fatto che l’abbiamo recentemente aumentata e continuamo a disinflazionarci, vogliamo veramente perdere ulteriormente potere di acquisto ascoltando i paranoici dell’inflazione e impoverire il Paese?
Alla fine dell’intervista mi sono commesso perchè tutti i giornalisti economici circondavano Visco e lo assillavano con i loro dubbi e le loro perplessità, riempiendolo di domande. In realtà come sempre in questo Paese nessuno si fa domande, tutti bevono le balle che quotidianamente a turno qualcuno racconta.
Non solo non si fanno domande ma si fanno anche interrogazioni alla vigilanza RAI sul sesso degli angeli La bufala del MoVimento 5 Stelle sul fiscal compact Consiglio alla deputata grillina Dalila Nesci di informarsi prima di fare brutte figure con Claudio Borghi.
Un consiglio al M5S! Si occupi di smontare pezzo per pezzo la casta politica, come sa ben fare ma lasci perdere l’economia, rischia di farsi male e cambi consiglieri economiciche mi viene da piangere.
Mica vi raccontano che sarebbe meglio rinegoziare una fesseria come quella del fiscal compact o del pareggio in bilancio in piena depressione no, vi dicono che in fondo basta crescere del 3 % e magari farsi aiutare dall’inflazione che non esiste.
Povera Italia, davvero, i pifferai magici che frequentano i talkshow sono fantastici!
Ieri a Ballarò visto da milioni e milioni di rimbambiti in Italia hanno fatto un servizio sulle riforme inglesi e hanno detto che la ripresina in  è dovuta anche al fatto che loro hanno tagliato la spesa pubblica…
 
















Si hanno tagliato la spesa PUBICA, ma è mai possibile che basti un grafico per smontare le balle che il servizio pubblico di proprina quotidianamente, ne volete un’altro della tendenza primaria del debito, prima dell’inizio della crisi?




Se volete divertirvi a scoprire le dinamiche della nazione più indebitata al mondo dopo il Giappone, una nazione di carta straccia,fondata solo sul nulla della finanza…

Global debt guide: The debtors‘ merry-go-round | The Economist

Il problema è che sono anche ignoranti, vanno a prendere il peggior esempio possibile per farvi bere la balla del mostro della spesa pubblica da abbattere, utilizzando uno zombie come l’Inghilterra…
Quale altra balla volete che vi smonti oggi?
Mentre il mondo con il naso all’insù attende il rialzo dei tassi dell’immaginario collettivo e tutti fuggono dai treasuries americani perchè il lupo cattivo ha trasferito 105 miliardi in Svizzera presso UBS, gli stranieri si trappano di mano la carta americana…
… La domanda è stata 3,2 volte superiore all’offerta, meno della media pari a 3,5 volte. Gli acquirenti indiretti, che comprendono banche centrali straniere, si sono aggiudicati il 40,9% del totale contro il 26,6% visto recentemente in aste simili e pari ai massimi di almeno due anni. Il decennale vede rendimenti in calo al 2,7281%. Quello a tre mesi è fermo allo 0,0507%.
Questo l’andamento delle altre scadenze:
Titoli a 2 anni, rendimento in ribasso allo 0,425%
Titoli a 5 anni, rendimento in decrescita all’1,709%
Titoli a 30 anni, rendimento in calo al 3,5812%
C’è addirittura quel mattacchione di Plosser, della Fed di Philadelphia che è sette anni che vede inflazione dappertutto e che prospetta i FED FUND addirittura al 4 % nel 2016…infermieraaaaaa!
Ieri la signorina del Conference Board ha telefonato a mister Smith per chiedergli come stava la sua fiducia. Smith ha risposto che è contento perchè ha smesso di nevicare nel suo piatto che piange  poco ottimista sulla crescita del suo salario. Poco importa la signorina ha messo una crocetta sull’ottimismo e ne è venuto fuori un aumento della fiducia di tutta l’America, un pò come fanno a Ballarò a fare i sondaggi dove il 99.9 % degli italiani vuole più Europa.
In febbraio le vendite di case nuove negli Stati Uniti sono calate bruscamente, al minimo da settembre, segno delle continue incertezze del  americano. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio americano, il dato è sceso del 3,3%, a 440.000 unità, sotto le 455.000 di gennaio (dato rivisto al ribasso dalle 468.000 unità della prima stima).
Il dato è stato al di sotto delle 445.000 unità attese dagli analisti.Su base annuale il dato è in ribasso dell’1,1% rispetto a febbraio 2013. Le case disponibili per la vendita sono aumentate e per esaurirle completamente servirebbero 5,2 mesi, contro i 5 di gennaio. In rialzo dello 0,4% rispetto al mese precedente il prezzo mediano delle case nuove, cresciuto a 261.800 dollari.(America24)
Anche questo dato torna al minimo del settembre dello scorso anno, quindi sono sei o sette mesi che non si muove più nulla, probabilmente è tutta colpa della neve caduta ad agosto lo scorso anno.
Si lo so ormai vi ho abituati troppo bene, non vi emozionate neanche più, quando i dati escono pessimi, previsti e condivisi dal Vostro umile analista, tanto c’è Draghi, cìè Weidmann, c’è nonna Yellen che ci frega!


Tratto da : icebergfinanza