martedì 22 aprile 2014

Credere o non Credere a Renzi? Appuntiamoci intanto alcune dichiarazioni



Renzi: La rivoluzione è appena iniziata. 



Entro un anno identità digitale per tutti

Matteo-RenziIl premier Renzi continua la sua sfida per cambiare L’Italia e annuncia grandi novità, dicendo: «La rivoluzione è appena iniziata, gli 80 euro e l’Irap sono l’antipasto». Ha quindi spiegato adesso serve «mantenere credibilità sui mercati. Sarà possibile se resta alta l’attenzione su tutte le riforme. Se ci riusciamo – sostiene il premier – allora presto potremo allargare il taglio delle tasse agli incapienti, alle partita Iva e ai pensionati». E, sottolinea, «faccio notare a chi mi accusa di fare solo televendite che abbiamo mantenuto le promesse. Come diceva Franco Califano, tutto il resto è noia».
Tra le novità annunciate ci sono l’abolizione del segreto dai documenti sulle stragi, aiuti alle famiglie e agli anziani, lotta alla burocrazia e “l’identità digitale per tutti” entro un anno: ogni italiano avrà un pin, che userà per entrare in tutti gli uffici della pubblica amministrazione restando a casa».
Poi il presidente del Consiglio rispondendo a quanti vedono il suo governo di breve durata, si dichiara convinto che «questa legislatura durerà fino al 2018, anche Berlusconi lo sa» e afferma anche «In ogni caso nel nostro paese sta tornando la speranza. Adesso se riusciamo a sbloccare l’incantesimo, accadrà una cosa straordinaria: in Europa torna l’Italia autorevole e combattiva. A quel punto ci divertiremo».
Il premier si è poi lasciato andare ad alcune considerazioni e ha ammesso che negli 80 euro c’è una «debolezza» perchè «80 euro dati a un single hanno un impatto diverso rispetto a un padre di famiglia monoreddito con quattro figli. Dobbiamo porci questo problema. L’Italia non si può permettere il lusso di trattare male chi fa figli».
Infine riferendosi alla proteste di banche e magistrati, ha precisato: Le banche «pagano le stesse tasse di tutti gli altri italiani, il 26%». Quanto ai magistrati, ribadisce: «Con quale logica intervengono sulla formazione delle leggi? Non è indispensabile che un giudice o un pm guadagni più di 240mila euro all’anno. Non è un disastro sociale». Ha anche annunciato la riforma della giustizia: «A giugno, dopo le elezioni. Ascolteremo tutti e faremo la riforma. Iniziamo con il processo civile telematico» e poi toccherà anche al processo penale «senza interventi ad personam che hanno segnato la sconfitta della politica in questi anni. C’è anche la giustizia amministrativa. Il sistema dei Tar non funziona come dovrebbe, dobbiamo fare una riflessione anche su questo».


Fonte :  Sebastiano Di Mauro per 2duerighe