venerdì 18 aprile 2014

Dl Lavoro, proroghe contratti a termine ridotte da otto a cinque






Nell’arco di 36 mesi, il contratto a termine potrà essere prorogato per cinque volte di seguito e non più otto, come accadeva fino ad ora. Lo stabilisce un emendamento del Pd (a prima firma Marialuisa Gnecchi) approvato dalla commissione Lavoro alla Camera, presentato al decreto per il rilancio dell’occupazione.


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Tra le altre modifiche deliberate dalla Commissione Lavoro c’è anche quella che introduce l’obbligo di assunzione a tempo indeterminato per i datori di lavoro che stipulano contratti a termine superando il tetto del 20%. E ancora: il testo, che verrà esaminato dall’aula di Montecitorio a partire da domani mattina, prevede che le mamme con contratti a tempo determinato possano conteggiare il periodo di congedo di maternità, ai fini dei requisiti necessari per acquisire il diritto di precedenza, per le assunzioni a tempo indeterminato.

Alle stesse lavoratrici è anche riconosciuto il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo determinatoeffettuate dal datore di lavoro entro i successivi 12 mesi, “con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei precedenti rapporti a termine”. L’emendamento stabilisce inoltre che il datore di lavoro “è tenuto a informare il lavoratore del diritto di precedenza attraverso comunicazione scritta da consegnare al momento dell’assunzione”.
Tra le altre norme approvate ci sono quelle sull’apprendistato, ovvero sulla reintroduzione della forma scritta del piano formativo, dell’obbligo della formazione pubblica e una norma per la stabilizzazione degli apprendisti. Prorogati di un anno (fino al 31 luglio 2015) i contratti di lavoro a tempo determinato del personale educativo e scolastico degli asili nido e nelle scuole dell’infanzia dei comuni, “sottoscritti per comprovate esigenze temporanee o sostitutive”.
È scontro, invece, sul tema delle dimissioni in bianco. “Il ddl sull’abrogazione dell’odiosa pratica è stato affossato, nonostante le proteste di Sel in Senato” ribadiscono Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto del Senato e Giovanni Barozzino, capogruppo di Sel in commissione Lavoro. “Sul tema del lavoro – scrivono i parlamentari – abbiamo assistito, ancora una volta, alla scrittura di una pagina vergognosa da parte di quelle forze politiche che, in campagna elettorale si propongono come paladini dei diritti dei lavoratori, e poi all’interno del Parlamento fanno l’esatto contrario. Le dimissioni in bianco erano state approvata dalla Camera, anche con il sostegno del Pd. Evidentemente, però, nel tragitto tra Montecitorio e Palazzo Madama i colleghi piddini ci hanno ripensato e hanno preferito rinviare tutto alle calende greche, allineandosi in questo modo alle politiche del lavoro di Sacconi”.

By Mara De Angelis per tech-media