martedì 22 aprile 2014

Crisi: oltre un milione di famiglie senza reddito da lavoro



La crisi divora le speranze delle famiglie italiane, giorno dopo giorno. Secondo i dati dell’Istat, nel 2013 oltre un milione di famiglie italiane vivono senza reddito da lavoro. Si tratta di nuclei familiari al cui interno tutti i componenti attivi (ovvero quelli che partecipano al mercato del lavoro) sono disoccupati.
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La quota dei nuclei senza reddito da lavoro in un anno è cresciuta del 18,3%, che tradotto in termini assoluti corrisponde a 175mila famiglie. Se poi si estende il confronto a due anni prima l’aumento percentuale è addirittura del 56%.
Si tratta di famiglie in cui ci si affida all’indennità di disoccupazione, a rendite da affitto o capitale o ancora alla pensione di qualche parente ormai a casa dal lavoro. Le situazioni più critiche potrebbero coincidere con quelle delle coppie con figli, quasi mezzo milione, a cui si aggiungono più di 200 nuclei monogenitore, dove nella gran parte dei casi il solo capofamiglia è una donna, o meglio una mamma.

Nel Mezzogiorno sono 598mila le famiglie dove coloro che sono forza lavoro risultano tutti disoccupati. Seguono il Nord, che ne ha 343mila, e il Centro, con 189mila.
Stante questa situazione, è ovvio che gli italiani vadano a fare la spesa tenendo tutti e due gli occhi bene aperti per vedere dove e come risparmiare. Il rapporto del Centro studi di Unimpresa spiega per esempio che cinque famiglie italiane su sette hanno provato almeno una volta i discount nel primo trimestre di quest’anno, confermando una tendenza cresciuta con la recessione e consolidatasi nel 2013.
Girando tra gli scaffali del supermercato, il 71,5% degli italiani sta molto attento alle offerte e nel carrello della spesa finiscono con sempre maggiore frequenza rispetto al passato prodotti scontati, specie quelli con ribassi dei prezzi superiori anche oltre il 30% rispetto al listino ufficiale.
Il che si traduce anche in minore incasso per gli esercenti: l’impatto sui conti potrebbe arrivare ad avere un’incidenza negativa del 65-70%. Elemento che aggraverebbe un quadro già profondamente depresso, con i consumi che nel 20134 sono scesi del 2,6%.

By Mara De Angelis per tech-media